Stella MORRA
Maria, icona del credente
Ed. Esperienze, Fossano, 2001

 

Prefazione

IN COMPAGNIA DI MARIA

Un tratto della propria strada in compagnia di Maria: è sempre una esperienza un po’ particolare. A pensarla prima c’era chi temeva un percorso troppo “spirituale” e devozionista, chi non sapeva dove collocare un affetto del cuore alla tradizione mariana che però non aveva trovato parole adulte per essere detto, chi diceva che, in fondo, solo Gesù Cristo è davvero centrale.

Proprio perché l’Ave Maria è spesso la prima cosa della fede che ci è stata insegnata (insieme al segno di croce) quando eravamo piccoli, proprio perché la devozione mariana è spesso un “rifugio dei poveri”, di chi non ha parole, sapere, gesti per il proprio dolore e la propria speranza, proprio per tutto questo, Maria è spesso per i credenti luogo di timori, perplessità, confusioni, affetti e, quasi sempre, di mancanza di parole pronunciate e pronunciabili.

Così abbiamo pensato di provare a pronunciare insieme queste parole, provare a trovare un luogo per questa madre e sorella e vedere se la sua compagnia poteva fare strada con noi.

Ma, insieme, abbiamo voluto tenere fermi due dati che ci  sono sembrati particolarmente importanti: da un lato, farci guidare dalle scelte della liturgia della Chiesa, tenendo come traccia le letture proposte nelle feste e nelle solennità mariane; dall’altro non limitarci alle “idee”, ma raccogliere la tradizione estetica ed emotiva che ha sempre rappresentato il “di più” della devozione mariana, attraverso l’incontro con le icone mariane delle chiese d’Oriente.

Il primo punto ci sembrava garanzia contro il rischio di sbavature troppo sentimentali; il secondo ci offriva l’occasione di non irrigidirci in un razionalismo troppo stretto e di imparare a usare anche gli occhi nella nostra strada di fede.

Così ci siamo messi in cammino e quello che c’è in questo libro è una parte di ciò che abbiamo incontrato. Il resto sta nei cuori e nelle giornate e non si può scrivere.

Abbiamo dovuto lasciare cadere alcuni pregiudizi e qualche paura, abbiamo incontrato una donna di fede, abbiamo riconosciuto la mano di Dio su di lei (e su di noi).

Vi offriamo la memoria di questo tratto di strada: possano anche i vostri occhi vedere la luce e la bellezza e possa il vostro cuore incontrare la gioia di una compagnia nella fede.

 

S. M.

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