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Stella MORRA Introduzione Quando un gruppo di adulti si interroga sulla Parola di Dio, gIi effetti sono spesso imprevedibili: così ci è successo. Un gruppo di amici che avevano condiviso tratti di cammino formativo comune nell'adolescenza e nei primi anni della giovinezza, che si erano dispersi si sono ritrovati, ormai parecchi anni fa, intorno al desiderio di leggere insieme la Parola di Dio, ritrovandone un gusto e uno spessore che, hanno scommesso allora, non dipendeva dai quindici anni adolescenti e entusiasti di chi leggeva. Cercavamo un sapore adulto, che non fosse insipido o stereotipato, che non lasciasse la nostra vita quotidiana lontana, che muovesse cuore e intelligenza insieme e non avesse come prima preoccupazione quella di tradursi in servizi, impegni e dover fare. Cercavamo un sapore per noi che ci nutrisse e interrogasse, che ci piacesse. Così abbiamo scelto un metodo antico, la lectio divina, che consentisse gratuità e pazienza. E da allora, ogni mese, ormai da molti anni ci ritroviamo: siamo diventati di più, amici che non conoscevamo si sono aggiunti per strada, e continuiamo ad interrogare la Parola. Quello che è qui pubblicato è il percorso di un anno, il 1993-1994, otto incontri, un pezzetto della via che stiamo percorrendo. Questo metodo non nasce per essere scritto: è una lettura viva, che si fa, si ascolta; per questo è difficile fermarlo sulla carta e il testo scritto non rende giustizia della vivacità e della forza che attra versano il tempo speso "curvi sulla Parola" come dice l'apostolo Giacomo.Abbiamo trovato risposta a quello che cercavamo? Certo un sapore sì, una allegria dell'incontro con la Parola che temevamo di aver dimenticato. Insieme abbiamo scoperto che la familiarità con la Scrittura è una ricostruzione paziente e procede di pari passo con la 'familiarità"con la propria stessa vita. Cercando la Parola abbiamo trovato parole per dire noi stessi. E intorno a questo, che rimane il cuore pulsante, sono nate così molte altre occasioni e modi di incontro; ci siamo costituiti in asso ciazione, l'Atrio dei Gentili il cui nome stesso vorrebbe essere indicativo di uno spazio intermedio, tra il tempio e la vita così com'è, dove chiunque, "giudeo o greco" possa trafficare la propria esistenza e fermarsi un poco, ospite di se stesso e degli altri.L'insistenza di alcuni ci ha convinto a mettere in circolazione queste parole stampate: per noi sono belle e importanti e ripercorrerle continua a muovere qualcosa di serio nelle nostre vite. Speriamo che altri possano mettersi sulla via dello scriba saggio, che trae dal suo tesoro cose antiche e cose nuove. S. M.
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