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Recensione del libro: “Il Regno di Dio è dei violenti?
Meditazioni bibliche da Abele al Drago” UNO STIMOLANTE PERCORSO BIBLICO Siamo in tempi di violenza, e la viviamo a tutti i livelli: sociale, familiare, politico, internazionale, fino ai più quotidiani scambi della comunicazione interpersonale e di massa. E allora, non sarà forse che anche la nostra dimensione religiosa sarà pervasa o addirittura si fonderà su questo elemento della nostra realtà? Già intuitivamente è possibile una risposta positiva a questa domanda, dal momento che tutta la nostra vita di fede si richiama a un simbolo ‑ la croce ‑ che con immediatezza ci propone un fatto violento significando in maniera emblematica il conflitto e la contrapposizione nel semplice presentarsi di due rette che, intersecandosi, hanno direzioni opposte. Ma l'autrice, la teologa Stella Morra («Il regno di Dio è dei violenti? Meditazioni bibliche da Abele al Drago», Effatà Editrice, Torino, 2004, pp. 175), con una geniale visione, guidata da una capacità esegetica che scava nella parola di Dio e nella storia dell'Alleanza, ci offre una lettura trasversale biblica, dove l'inevitabile elemento di violenza, conflitto, diversità, squilibrio, lotta, divisione, scontro, può concretamente diventare ‑ e non soltanto apparire ‑ unione, vita nuova, energia vitale, cambiamento creativo, accettazione, riconciliazione, intimità, rispetto: da «potenza negativa a potenza positiva». Il percorso suggerito è affascinante, vorrei dire sorprendente, perché nel corso della lettura viene quasi rivelata una realtà che spesso supera l'immaginazione e la logica che di solito accompagnano il nostro modo, che pure chiamiamo "umano", di considerare la nostra condizione terrena. Tale percorso, tuttavia, può avvenire ‑ come ci avverte l'autrice nel finale ‑ se riusciamo a vincere il grande ostacolo della paura «nella gestione dei conflitti» e avere il coraggio di trovare il rifugio «costruito apposta da Dio per noi». I personaggi biblici – da Abele, Giuseppe, il Faraone, Israele, fino a Cristo stesso e alla donna dell'Apocalisse che lotta col drago ‑ sono allora i nostri fratelli maggiori, in mezzo a noi e nella realtà che ci circonda, per un lavoro che è la nostra vita di tutti i giorni. La struttura didascalica della "lectio", secondo cui sono costruiti i capitoli del libro, costituisce certamente un forte insegnamento metodologico per leggere la Parola di Dio, ma riesce a essere, ancor più, stimolo vivace e suggerimento sottile, che induce, chi lo raccoglie, a un esame rigoroso delle proprie modalità di pensiero, di sentimento e di azione. Si gusta infatti nella lettura, non soltanto la prospettiva biblica, ma la visione completa dell'uomo, di ognuno di noi, con il bagaglio antropologico, ereditario, esperienziale di conoscenza e di affettività che di volta in volta viene fatto vibrare in ciascuno. Dobbiamo questo prezioso aiuto‑scritto a un cammino percorso dall'Atrio dei Gentili, associazione culturale sorta nella Chiesa di Fossano, che l'autrice ha contribuito a fondare: è formata da persone che si incontrano col desiderio dì cercare insieme «le cose nuove e le cose antiche del tesoro di fede e di vita» e mettere in comune le loro domande e le loro ricerche. P.C. (recensione tratta dal mensile “Quaderni de Il Gallo”, Genova giugno 2006)
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