"PROIETTARE" il conflitto

Macerie dentro e fuori di noi?

Serate cinema: seconda serata

con Pier Mario MIGNONE
critico cinematografico

Articolo pubblicato sul settimanale fossanese "La Fedeltà"

Fossano. Si è svolta mercoledì scorso la seconda delle tre serate cinema organizzate dall’Atrio dei Gentili e da Effetto Notte nella sede del Cai. Il critico Pier Mario Mignone (nella foto), con la competenza che gli è propria e che va ben oltre il campo cinematografico, ha declinato il tema del conflitto nella sua versione generazionale. Oggetto di approfondimento sono stati quattro film: “Come te nessuno mai”, di Gabriele Muccino, “Rosetta”, dei fratelli Dardenne, “L’odio”, di Mathieu Kassovitz, e “Una scelta d’amore” di Terry George. Ciascuno di questi lungometraggi si occupa di ragazzi o giovani e del loro rapporto conflittuale con la realtà.

Il primo ritrae i ragazzi della borghesia romana ed i loro rapporti problematici con i genitori ex sessantottini: un conflitto che pare poggiato sul nulla, caduti i valori, i sogni, le ideologie; un conflitto che si sbriciola, illusoriamente, con la soluzione dei problemi d’affetto e di sesso.

“Rosetta” è la storia - ambientata alla periferia di Anversa - di una ragazza costretta a vivere in una roulotte con la madre alcolizzata. Il lavoro rappresenta l’unica possibilità di riscatto e di occupare il proprio “posto” nella società, e per questo Rosetta è disposta a tutto, anche a tradire. Il film non mostra una conclusione, non ci illude con un hollywoodiano lieto fine, ma la dignità ed il rispetto che la ragazza ha di sé aprono un varco nel buio totale di una storia che sembra senza speranza.

La terza pellicola, ambientato nella periferia di una grande città francese, narra di tre giovani, un ebreo, un magrebino e un nero, che vivacchiano tra esperienze di ordinaria violenza, piccoli furti, spaccio; sono i miti dei media l’unico sogno possibile, dentro una violenza che si avvita su se stessa e che genera solo altra violenza. Anche qui il finale - niente affatto consolatorio - ci lascia in sospeso, non si sa “come va a finire”.

“Una scelta d’amore” è la storia di Bobby Sands (nordirlandese che si è lasciato morire di fame in carcere nel maggio 1981 per sostenere la lotta del suo popolo per l’indipendenza da Londra) ma anche della madre, che, come altre ventuno, si trova di fronte al dilemma se lasciare morire il proprio figlio in seguito allo sciopero della fame o intervenire contro la sua volontà salvandogli così la vita. Qui le scelte politiche ed ideali sono la forza che fa di questo giovane un martire di una guerra che ancora oggi non vede la fine.

Il breve ciclo si chiude mercoledì 4 dicembre, con una serata sui conflitti a sfondo religioso.

Maria Paola Longo

 

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