Panel di esperti

"LA CHIESA, NOSTRA MADRE E SORELLA"

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ALCUNI NODI... DA SCIOGLIERE?

  Una riflessione sulla Chiesa è nata prima all’interno dell’associazione culturale “L’Atrio dei Gentili”, condotta tramite seminari di approfondimento ed incontri con esperti. Il tema era complesso: come rendere più trasparenti e più praticabili le forme di Chiesa in cui viviamo; tali da rispecchiare e riflettere la luce dell’esperienza vissuta di fede cristiana, ed allo stesso tempo rendendola rilevante per le persone che la vivono. Guardandosi intorno esistono analisi, riflessioni, sulla situazione attuale della Chiesa; per citarne una, il libro di Alberto Melloni dal titolo “Chiesa madre, chiesa matrigna”, (Einaudi 2004), ristampato più volte, oppure “Dove va la Chiesa?” di Medard Kehl (Queiriniana) di alcuni anni fa.

Il passaggio successivo, dall’analisi alle opzioni e alle proposte concrete, non sembra essere ancora emerso con chiarezza, per questo la riflessione interna all’associazione è stata allargata al Consiglio Pastorale diocesano, per coinvolgere nel cammino di ricerca altre componenti della nostra Chiesa locale. Lì è nata la proposta di realizzare un panel dal titolo “La Chiesa, nostra madre e sorella” che ha riunito persone di esperienza diversa a dialogare e a condividere la riflessione con il pubblico. L’incontro è avvenuto ad inizio dicembre presso l’editrice Esperienze a Fossano, luogo particolarmente azzeccato, simbolo di una riflessione all’avanguardia avvenuta a Fossano negli anni post-conciliari. All’inizio dell’incontro si è colta l’occasione per ricordare don Mario Picco, il suo sorriso, la sua cara presenza, a 15 anni dalla sua morte.

Il panel (io ero uno dei sette relatori) ha messo a fuoco alcune questioni, abbozzando dei nodi importanti, quali ad esempio: la sinodalità e lo spirito di accoglienza (mons. Giuseppe Cavallotto); l’ampiezza e la complessità del cristianesimo (don Ermis Segatti, responsabile cultura diocesi di Torino); un magistero in ascolto capace di intercettare i segnali dell’umano (Paolo Romeo, docente di religione); la revisione del concetto di appartenenza e la passione per la vita e per l’umanità (don Gianluca Zurra, docente Sti); il ruolo della laicità ed il richiamo conciliare (Andrea Morezzi, presidente Meic Torino); la valenza di una chiesa madre e la fatica di un linguaggio che sappia iniziare alla vita (questioni illustrate nello scorso numero di questo giornale da Eliana Brizio, educatore professionale).

È stato un primo passo, non certo l’ultimo, l’inizio di una riflessione più ampia che riteniamo importante e vitale per noi e per la nostra fede. Il prossimo sarà l’intervento di padre Elmar Salmann, monaco benedettino, teologo di fama mondiale, a Fossano lunedì prossimo che ci parlerà di “Quali chiese per cristiani adulti” (vedi articolo in questa pagina).

Speriamo che altri passi seguano e di procedere in questo cammino. 

Paolo Baggia, già presidente “L’Atrio dei Gentili”

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