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Marco Belpoliti, "Doppio zero", Einaudi, pagg. 262, 2003, euro 10,80

Una piacevole sorpresa è scorrere le pagine dell'ultimo  libro di Marco Belpoliti. è un saggio dal titolo "Doppio zero", edito da Einaudi, il sottotitolo suggerisce che si tratta di una mappa portatile della contemporaneità.

E' vero, l'autore, saggista e scrittore, curatore delle Opere di Primo Levi e che collabora con giornali quali La Stampa e L'espresso, insegnante di Sociologia a Bergamo, ha creato un gioiellino, una specie di diamante le cui sfaccettature ci incuriosiscono ed affascinano.

Gli otto capitoli (Corpi, Elementi, Segni, Interfacce, Istantanee, Cromie, Metropoli e Identità) sono seguiti da nove profili di autori contemporanei (Roger Caillois, Claude Lévi-Strauss, Marc Augé, Paul Virilio, Ervin Goffman, James J. Gibson, John Berger,Bruce Chatwin e Luigi Ghirri. Maestri in aree diversela letteratura, l'antropologia, la sociologia,la fotografia, ecc.

Un tema ricorrente è il vedere, analizzato in senso lato, dal percepire al capire, per intuire poi le trasformazioni che vediamo in atto nella contemporaneità.

Ogni capitolo è organizzato di 4/5 parti che prendono spunti in genere da un libro e a partire da questo divagano su argomenti simili.

Un secondo aspetto è la curiosità che pervade tutto il libro. Ognuno di noi è stato bambino ed ha vissuto almeno un periodo della vita in cui tutto era una scoperta, in cui la curiosità copriva di fascino ogni cosa. Belpoliti ci riporta indietro e ci mostra quante cose "banali", quali la polvere o la sabbia, le forme dell'acqua o della natura, gli scarabocchi, i colori o la cacca, possano nascondere un aspetto profondo ed importante per capire il mondo e noi stessi.

Al termine del libro è presente l'elenco dei testi citati suddiviso capitolo per capitolo, bellissimo. Manca invece un elenco dei nomi che raccolga i 150 autori citati. Per divertissement ho provato a cercare i più presenti:

  • vince Italo Calvino, che Belpoliti conosce molto   bene, infatti ne è un critico e su di lui ha   pubblicato il saggio, L'Occhio di Calvino (ed. Einaudi, 1996);
  • seguono Roland Barthes, semiologo, e Michael Pastoureau, medioevalista, massimo studioso di storia del colore;
  • poi Paul Virilio, studioso di dromologia, ovvero dell'influsso della velocità sulla società contemporanea, e James J. Gibson esperto di percezione, autore di "Guardare con la testa e con gli occhi" e "Un approccio ecologico alla percezione visiva", da non confondere con William Gibson, autore di libri sul cyberspazio, ad es. Neuromante;
  • tra i bi-citati più famosi compaiono: James Hillman, Jean Baudrillard, Michel Foucault, Claude Lévi-Strauss, Bruce Chatwin, Georges Perec, Eric Hobsbawm;
  • infine tra i molti mono-citati, scelgo alla rinfusa: Oliver Sacks, Jean Starobinski, Michel De Certeau, Charles Darwin, Carlo Ginzburg, Primo Levi, Paul Theroux, Gregory Bateson, Gilles Deleuze, Jacques Le Goff, Maurits Cornelis Escher.

Verrebbe la voglia di scegliere un argomento e di buttarsi nei testi citati per andare in profondità. Lanciarsi in una sfida, ma poi l'estate passa,  le ferie terminano e con loro forse anche questa idea, che resterà nel cassetto o magari si risveglierà tra qualche tempo in un accesso di improvvisa passione.

Per citare un tema a caso, mi ha affascinato D'Arcy-Thompson, studioso ottocentesco di vortici, fluidi in movimento, nodi degli alberi, forme dell'acqua. Contrario a modelli matematici astratti, per studiare le forma della natura che ci circondano e che per questo non vediamo più. Come non pensare a lui nuotando in mare in una giornata di calma piatta. Ero circondato da forme curvilinee in eterno movimento, selle e cuspidi, che riflettevano l'azzurro del mare ed il dorato del sole. Forme sensuali e avvolgenti. Un’estasi m'era dolce naufragare, ma invece sono ritornato ansimante a riva.

Insomma, Belpoliti ci apre ad uno sguardo capace di scoprire una complessità ed una bellezza in molte delle manifestazioni della nostra vita e della contemporaneità. Ve lo consiglio ...

Paolo Baggia

26 ottobre 2003

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