Atrio


Segnalazioni
Libri

Andrea Grillo, "Tempo e preghiera", Ed. Dehoniane, pp. 120,  euro 9,81

Un volume di Andrea Grillo, studioso di liturgia già ospite dell'Atrio dei Gentili nell'autunno 2003

UN LIBRO SULLA PREGHIERA DEDICATO A CHI È IN PERENNE CORSA CONTRO IL TEMPO

Ci sono libri che ti vengono a cercare. E non è solo un modo di dire. Ti "cascano addosso" dallo scaffale di libreria su cui vaga distrattamente il tuo sguardo; ti incuriosisce la copertina, o il titolo, mentre passi correndo davanti alla vetrina; te lo ritrovi in mano spolverando pile ingombranti di vecchi libri mai letti; lo compri perché quelli in fila davanti a te al tavolo di una conferenza stanno preoccupantemente assottigliando la pila di "quel" libro, non avevi intenzione di prenderlo, ma ne è rimasto uno solo…

Quando un libro è venuto a cercarti non resta che leggerlo. E capisci che, sì, avevi proprio bisogno di lui, proprio oggi, proprio in questo momento più o meno lieve, più o meno particolare della tua vita.

È così che ho incontrato "Tempo e preghiera", di Andrea Grillo, delle Edizioni Dehoniane (pp.120, euro 9,81), l'ho gustato - in alcune parti non senza fatica - ed apprezzato per avermi dischiuso uno spiraglio di luce su quella dimensione misteriosa e faticosa che è la preghiera, la liturgia delle ore in particolare, per i credenti di oggi.

L'autore, teologo laico (è sposato con una figlia), docente di Teologia dei Sacramenti e Filosofia presso il Pontificio Ateneo S. Anselmo di Roma, inizia la sua riflessione a partire da una lettura antropologica delle concezioni del tempo che abitano il nostro modo attuale di vivere. Apprendiamo molto presto a considerare il tempo come una successione di istanti uguali e irreversibili, un tempo misurabile e misurato, pensato sulla falsariga dello spazio; una concezione che "quando si installa al centro della nostra presunta esperienza del tempo non riesce più né a farci provare né a farci trovare la concretezza del tempo".

Questa esperienza del tempo diventa un dato di fatto, da cui ci difendiamo riempiendolo dei nostri progetti oppure arrendendoci al progetto che la vita disegna su di noi, su ciò che ci pare ineluttabile, sulle non scelte che definiscono giorno dopo giorno i nostri percorsi.

Ma il tempo è anche la contrapposizione tutta moderna tra lavoro e tempo libero - l'autore suggerisce di chiamarlo "tempo vuoto". Vuoto perché negazione della serietà, del senso del dovere e delle responsabilità tipiche del tempo del lavoro, vuoto perché sciolto, lasciato al singolo, tempo che finisce paradossalmente per caricare di senso solo il tempo del lavoro.

Infine c'è un tempo che abbiamo a poco a poco dimenticato: il tempo come festa e come grazia. Possiamo avere un tempo ed essere nel tempo se qualcuno ha "perso" tempo per noi. Siamo stati iniziati al tempo ed "abbiamo bisogno di ravvivare periodicamente e ritmicamente la verità della relazione originaria che ci ha collocati nel tempo".

La Liturgia delle ore struttura il nostro tempo, lo carica di senso, lo ricostruisce. Ha la capacità di riconoscerne l'anima gratuita e di farla gustare all'uomo con mille sfumature diverse, legandola alle sue esperienze più ordinarie.

A chi avesse voglia di seguirlo in queste riflessioni, il testo offre anche una spiegazione mirata delle diverse ore della giornata e del disegno globale in cui sono inserite. Una buona lettura per noi, sempre in lotta con un tempo che potremmo invece riscoprire amico, dono, grazia.

Maria Paola Longo

31 maggio 2004

back
| Indietro |


Copyright (c) 2004  L'Atrio dei Gentili - E-mail: atrio@atriodeigentili.it