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SegnalazioniIndagine sulla lettura Nei nostri incontri abbiamo spesso utilizzato l'attività del leggere come immagine per guidare la riflessione su temi quali "La memoria e l'esperienza" o "Povertà, castità e obbedienza". Per questo motivo segnaliamo l'articolo apparso sul settimanale dell'Azione Cattolica Italiana "SEGNO nel mondo 7" (n.8 del 22 febbraio 1998) dal titolo "Indagine sulla lettura" per la firma di Francesca Soccorsi. Si tratta di una intervista a Guglielmo Cavallo, professore di Paleografia greca all'università "La Sapienza" di Roma e autore, con Roger Chartier, del volume Storia della lettura (Laterza, pp.464, lire 55000). Per quanti non riuscissero a procurarsi la rivista citata (reperibile presso i centri diocesani di Azione Cattolica), riportiamo integralmente l'articolo. 20 marzo 1998
Indagine sulla lettura
Guglielmo Cavallo: "La lettura presuppone un legame intimo tra testo e lettore, legame affidato alla vista, sì, ma anche al tatto. Il libro, Infatti, nella sua struttura materiale e nella sua veste tipografica, è produttore di senso".
Da anni il professor Cavallo si occupa del complesso rapporto libro-lettore.
Al tema è interamente dedicato il suo ultimo volume, Storia della
lettura, di cui si attende a giorni una ristampa. Frutto del lavoro dei
massimi specialisti del settore, il saggio individua i fondamentali mutamenti
che hanno segnato le modalità della lettura - dalla fruizione silenziosa
nella Grecia antica alla diffusione del codice nel il secolo d.C., dalla
pratica di tipo medievale all'invenzione di Gutenberg, fino all'attuale
rivoluzione elettronica - delineando una storia del testo che è, prima
di tutto, una storia di uomini. Professor Cavallo, come risponde a quanti da tempo profetizzano la morte del libro?
È assurdo pensare che la carta possa essere sostituita dal supporto
elettronico. La "biblioteca senza pareti" impedisce il piacere della lettura,
eliminando il contatto fisico tra testo e lettore. Un volume, anche nella
sua struttura materiale, è produttore dì senso. Il libro ci
segue in spiaggia, in autobus o dal parrucchiere e, ogni volta, a seconda
della situazione ambientale in cui lo si sfoglia, genera significati diversi.
Lo schermo sottrae ogni gusto alla lettura. Piuttosto, in Italia il problema
è la mancanza di una vera educazione al piacere del libro, soprattutto
nei più giovani. Esistono maniere diverse di leggere?
Ogni lettore dà un suo senso al testo. Sono perfettamente d'accordo
con Michel de Certeau: nel saggio L'invention du quotidien sostiene
che un libro cambia insieme ai suoi lettori. Ci sono differenti livelli di
lettura, tanti quanti sono i lettori, con le proprie abitudini intellettuali
e i propri stili di vita. Alcuni autori si prestano in modo particolare a
una "lettura multipla" dei loro scritti. Penso, per esempio, a Vincenzo Cerami
e al suo ultimo libro Fattacci: lo acquista l'appassionato della
letteratura di basso consumo alla ricerca di intriganti episodi di cronaca,
lo legge il lettore raffInato, che assapora i colti esercizi di stile di
Cerami.
È possibile individuare tre grandi rivoluzioni: la prima si verifica
a metà del XV secolo, con l'invenzione del torchio da stampa da parte
di Gutenberg; la seconda è dovuta all'industrializzazione del libro
a stampa, intorno alla seconda metà del XVIII secolo. Infine, l'epoca
attuale è quella della rivoluzione elettronica, della lettura su schermo
che istituisce una relazione del tutto originale e inedita tra il testo e
il lettore. E, tuttavia, la vera rivoluzione nelle pratiche di lettura è
quella che si situa tra il II e il IV secolo d.C., con il passaggio dal rotolo
al codice. Il codice è molto meno costoso del rotolo e non obbliga
il lettore a servirsi di entrambe le mani per sorreggerlo, poiché
la sua struttura è assai simile a quella del libro moderno. I vantaggi
sono enormi, a cominciare dalla possibilità di utilizzare la mano
libera per prendere appunti, creare postille e note esplicative all'interno
del testo. Ma nel suo libro lei sostiene che l'invenzione di Gutenberg non abbia rappresentato di per sé una rivoluzione fondamentale della lettura...
Il libro a stampa, almeno fino all'inizio del XVI secolo, continua restare
dipendente dalle tecniche compositive del manoscritto. Inoltre, l'invenzione,
pur consentendo una maggiore diffusione dei testi e una drastica riduzione
dei tempi di fabbricazione, non modifica sostanzialmente le pratiche della
lettura. Sintetizzando, è corretto dire che il modo di leggere sia condizionato dalla storia? Certamente. La storia ha registrato tante società della lettura. Uomini e donne occidentali non hanno letto sempre alla stessa maniera. Molti modelli diversi hanno governato le loro pratiche: altrettante "rivoluzioni della lettura" che hanno modificato i loro gesti e le loro abitudini.
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