Atrio


Segnalazioni

CINEMA

Train de Vie
di Radu Mihaileanu
con Lionel Abelanski, Rufus, Clement Arar, Michel Muller.

Ormai da alcuni mesi nelle sale, è un film bellissimo che ha delle assonanze con "La vita è bella": il tema gli ebrei e l'Olocausto, il riuscire a coniugare il divertimento con il pensare. Invito tutte le persone che non l'hanno ancora fatto ad andare a vederlo.

Recensione su La Repubblica (mer. 3 febbraio 1999)

Bello. Uno scrive questo aggettivo e si sente felice. Nuovamente felice. Felice come era mentre vedeva il film. Stai nel buio davanti allo schermo e stai bene, sorridi, non vuoi essere in nessun altro posto, neanche per un attimo, e soprattutto non vuoi che finisca. Abbracciato al film. Dentro la storia che racconta. Come al cinema non succede spesso. Ti diverti e pensi. Pensi e ragioni, E ti consoli. Un film come un conforto. Una novella ebraica sull'Olocausto. La vicenda di uno "shtetl", un villaggio yiddish dell'est europeo. Nell'estate del 1941 i nazisti stanno per arrivare e deportare i suoi abitanti. Questi li anticipano e decidono di far tutto da soli. Comprano a pezzi un treno, lo allestiscono a carro bestiame, alcuni di loro accettano di travestirsi da tedeschi e si autodeportano. Non verso Auschwitz, ma verso la Russia poi la Palestina. Questo sognano e incominciano a mettere in pratica. Un'avventura. Una favola. Una tragedia raccontata in modo incantevole. Geniale. Un'allegria di capriole verbali, battute e trovate che si sciolgono in mestizia. Ridere non salva dall'orrore, ma un poco ripara. Alla lunga lo beffa.


Underground
di Emir Kusturica
Francia/Germania 1995.
Vincitore della Palma d'Oro a Cannes.

Ho rivisto alcuni giorni fa Underground di Kusturica e mi ha fatto molto riflettere sulla situazione in Kossovo e in Serbia, come a distanza di anni la situazione non è affatto cambiata. E come la coscienza occidentale sia riflessa dall'autostrada sotterranea che parte dalla Germania ed arriva nei Balcani. Su questa autostrada passano armi e camions di profughi. Mi sembra che faccia riflettere sul lato oscuro della nostra coscienza di Europei. Invito a rivederlo e, magari, a scambiarci alcune impressioni a caldo.

Paolo Baggia

25 aprile 1999

back
| Indietro |


Copyright (c) 1999   L'Atrio dei Gentili - E-mail: atrio@atriodeigentili.it