Scritto il 16 Giugno 1999

“… a proposito della guerra”

“… a proposito della guerra”

Frammenti di riflessione per non far tacere le coscienze

Vi proponiamo alcune iniziative diverse intorno al tema della guerra del Kosovo: non abbiamo una tesi precisa da sostenere.  Ma crediamo che vivere in pace e sicurezza sia desiderio e diritto di tutti e insieme che tutti i desideri devono fare i conti con la realtà e trovare dunque modi e percorsi per diventare veri, con la fatica di cercare dialoghi, regole comuni, accordi, personali e politici. Proponiamo quindi occasioni di riflessione e confronto e un’unica azione che mira solo a ridare spazio, ragioni e dignità alla politica, difficile arte di trovare accordi comuni e modalità per farli rispettare. E chiediamo a quelli che tra noi sono credenti di trovare almeno una voce di preghiera perché le intelligenze, le volontà e le coscienze degli uomini e delle donne sappiano cercare e trovare strade di pace”.

Proiezione del film: “Prima della pioggia”

Mercoledì
16 giugno 1999
ore 20:45
ITIS “Vallauri”  Via S.Michele, 68 Fossano

Soggetto e sceneggiatura: Milcho Manchevski
Regia: Milcho Manchevski
Fotografia: Manuel Teran
Musica: Anastasia
Origine: Macedonia, Francia, Gran Bretagna, 1994
Durata: 115′


“Prima della Pioggia” è vincitore del Leone d’Oro alla 51° Mostra del cinema di Venezia ed è stato candidato all’Oscar come miglior film straniero.

Milcho Manchevski ha lasciato New York e le produzioni di video per Mtv per girare nel 1995 quest’opera prima in cui racconta la situazione della sua terra d’origine, la Macedonia, mentre nella vicina Bosnia i rapporti erano ormai degenerati nel sangue.

Con grande tecnica, il film ha forse una delle migliori fotografie degli ultimi anni. I paesaggi sono di una bellezza sconvolgente, elegiaca, magica che contrasta con la crudezza degli animi. Diviso in tre episodi, rende con un artificio narrativo il cerchio del destino e gli intrecci delle storie personali, ma alla fine resterà un paradosso temporale che forse rappresenta in sé una possibilità di fuga, o forse sottolinea l’assurdità degli eventi stessi.

Parole. Kiril, un giovane monaco macedone che ha fatto voto di silenzio, salva Zamira, una ragazza albanese braccata da un gruppo di macedoni che vogliono vendicare l’assassinio di un loro familiare. I due vengono scoperti dal superiore della comunità e costretti a lasciare il convento. Kiril vorrebbe andare a Londra dove vive lo zio, un famoso fotoreporter. Ma vengono raggiunti dal nonno e dai cugini di Zamira che per fatalità uccidono la ragazza.

Volti. La scena si sposta a Londra, dove un fotoreporter macedone, Aleksander, dopo aver ricevuto il premio Pulitzer vuole tornare nel suo paese e chiede ad Anne di partire con lui. Anne va a cena con il marito, con cui è in piena crisi matrimoniale, per decidere cosa fare. Mentre di due discutono, l’elegante ristorante londinese è sconvolto dagli spari di un serbo assassino. Il bel volto del marito di Anne è devastato dalla furia omicida che non conosce più ostacoli.

Immagini. Aleksander torna in Macedonia e la trova lacerata dai conflitti tra le diverse etnie e i credi religiosi che fino al quel momento avevano vissuto in pace tra loro: le tensioni con la minoranza albanese si sono esacerbate e i suoi parenti gli parlano di riscatto da 500 anni di dominazione musulmana. Il fotoreporter cerca di riportare la pace tra i diversi gruppi, anche lui alla ricerca del suo antico amore, una donna musulmana. Ma anche lui deve cedere all’odio insensato, ucciso dal cugino mentre mette in salvo una giovane ragazza albanese, Zamira, che corre verso il convento dove si trova Kiril…

Manchevski ci avverte di una situazione che sebbene non è una guerra è già un conflitto interno a bassa intensità (la violenza tra macedoni ortodossi e albanesi musulmani ha preso la forma di faide familiari che dividono i villaggi e due delle vittime più significative nel film sono uccise dai loro stessi parenti). E turba verificare in questi giorni di guerra nei Balcani il rifiuto dei profughi kosovari da parte del governo macedone; per tutelare “equilibri demografici” interni, si dice, definizione fumosa per noi occidentali che questo film, nella sua tragicità, aiuta a capire meglio.

“Prima della pioggia” nasce dalle impressioni del ritorno a casa. Tre anni fa sono tornato in Macedonia dopo un’assenza di sei anni. Il cambiamento era sconvolgente, indefinibile, oppressivo come un cielo minaccioso e cupo, carico di nuvole prima di un temporale. Erano le esplosioni di quell’egoismo collettivo che genera il nazionalismo e che riaffiorava dai secoli passati. La guerra non si vedeva, ma era nell’aria. Non potrei raccontare la guerra nei Balcani, potrei farne solo la cronologia, perché non so spiegare com’è cominciata, e per me niente può giustificare la violenza di una guerra civile.

(Milcho Manchevski)


Tavola rotonda

Mercoledì
23 giugno 1999
ore 20:45

Interverranno:

  • don Ermis Segatti (teologo e storico),
  • il prof. Stefano Siccardi (docente di diritto presso l’Università di Torino),
  • don Corrado Avagnina, moderatore (direttore de “La Fedeltà” e “L’Unione Monregalese”)

Salone di Via Vescovado, 12
Fossano

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