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Scritto il 14 Febbraio 2018

La vita ai tempi del terrorismo

La vita ai tempi del terrorismo

Dopo la sconfitta sul campo in Iraq e Siria, i terroristi dell’Isis hanno abbandonato, almeno per ora, l’obiettivo di costruire uno stato islamico. Contemporaneamente sta mutando la tipologia degli attacchi terroristici: siamo di fronte ad un terrorismo più mobile, sfuggente, che vede protagonisti piccoli nuclei o singoli già presenti nei vari paesi europei che si radicalizzano rapidamente e attaccano. Oppure a combattenti (i cosiddetti “foreign fighters”) che dopo la disfatta a Mosul o Raqqa tornano a casa decisi a colpire l’Occidente. Per uccidere e provocare il terrore non si fanno saltare in aria, non usano più (o non esclusivamente) bombe, ma camion, furgoni, automobili… Mezzi insomma più tradizionali, alla portata di tutti e dunque più difficili da contrastare. È ciò che alcuni commentatori (rifacendosi alla celebre definizione della società coniata dal sociologo Zygmunt Bauman) definiscono “terrorismo liquido”. Meno prevedibile, più difficile da combattere e quindi capace di far crescere ancora il livello di paura, soprattutto nelle società occidentali.

A questa complessa situazione e alle conseguenze sulla vita quotidiana delle persone sono dedicate due serate di approfondimento (più un pomeriggio ancora da definire) dal titolo “La vita ai tempi del terrorismo. Dopo la sconfitta dell’Isis sul territorio mediorientale, cosa possiamo attenderci in Europa e in Italia?”. A promuoverle è l’associazione culturale “L’Atrio dei Gentili”, in collaborazione con la diocesi di Fossano e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Fossano.

Il primo incontro si svolgerà giovedì 22 febbraio (ore 20,45) presso l’aula magna dell’Istituto “Vallauri” (in via San Michele 68), a Fossano ed ha per titolo: “L’epoca del terrorismo liquido: cos’è? Come funziona?”. Protagonista di questa prima serata è Paolo Branca, professore di Islamistica all’Università Cattolica di Milano, uno dei maggiori esperti di Islam in Italia, autore di libri e studi sui volti dell’Islam contemporaneo, sui musulmani in Europa e sul loro rapporto con l’Occidente, sul terrorismo jihadista… Il tema della serata è quello dei nuovi scenari del terrorismo fondamentalista, alla luce della (totale?) sconfitta dell’Isis sul territorio mediorientale e dopo gli ultimi attentati in Europa e in altri paesi, provando a rispondere ad alcune domande: dove sta andando l’Isis? Qual è la situazione europea e, in particolare, quella italiana? Cosa possiamo attenderci? Modera l’incontro Carlo Barolo, vice-direttore del settimanale “La Fedeltà”. L’ingresso è libero.

Il secondo incontro si terrà un mese dopo, giovedì 22 marzo (alle 20,45), sempre nell’aula magna del “Vallauri”. Il tema affrontato sarà: “Disarmare la paura: la fiducia e il coraggio”, interverrà Claudio Arnetoli, psicoanalista, Segretario scientifico del Centro torinese di psicanalisi. Al centro della serata due domande: che cosa spinge persone nate e vissute qui, spesso anche ben integrate, a sacrificarsi in nome del “Jihad”? E come possiamo, noi, vivere senza farci sconfiggere dalla paura nella nostra vita e nelle scelte quotidiane?

Infine (in data ancora da stabilire) un sabato pomeriggio sarà dedicato a riprendere queste riflessioni e portarle a misura di famiglia: un esperto rifletterà insieme ai genitori sulle modalità per aiutare i bambini a comprendere questa situazione, mentre i bambini stessi saranno protagonisti di un laboratorio col medesimo obiettivo, guidati, anche qui, da personale esperto.


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