Atrio


Segnalazioni

Alessandro Baricco
CITY
Rizzoli, 1999
£.28000

city.jpg (12005 byte)Quando ho acquistato questo libro l'ho fatto ben conscio che l'opera di questo autore sfiora spesso il narcisismo letterario. E' vero, talvolta si va in questa direzione, però trovo che questo romanzo sia realmente molto significativo per chi dopo aver seguito i desideri di Oceano Mare e i viaggi di Seta, cerchi favole che lo facciano vagabondare, racconti che lo conducano a viaggiare nel tempo, storie che lo riportino a casa e gliene aprano la porta ...

Segnalazione di Daniele Gallo

Citazione (pag.155)
" ... quelle sere in cui l'aria fredda e il mondo sembra essersi assentato, d'improvviso ti senti comico, lì, sulla veranda, a fare la guardia contro nessun nemico, ed è una stanchezza che ti morde, e l'umiliazione di sentirti così inutilmente ridicolo, alla fine ti alzi e rientri a casa sapendo che magari nemmeno ti riuscirà di orientarti, là dentro, come se fosse la casa di un altro e invece era la tua, lo è ancora, apri la porta ed entri, curiosa felicità che non ricordavi, casa tua, dio che meraviglia, che grembo, questo tepore, la pace, me stesso, alla fine, non uscirò mai più da quì, poso il fucile nell'angolo e imparo di nuovo la forma degli oggetti e le figure dello spazio, mi riabituo alla geografia dimenticata della verità, imparerò a muovermi senza rompere niente, quando qualcuno busserà alla porta la aprirò, quando sarà estate spalancherò le finestre, sarò in questa casa fino a quando sarò, MA ... "

Dalla seconda di copertina
"Questo libro si intitola City. Mi rendo conto che, dopo Seta, era meglio trovare qualcosa che suonasse un po' diverso. Ma questo libro è costruito come una città, come l'idea di una città, come l'idea di una città. Mi piaceva che il titolo lo dicesse. Adesso lo dice.

Le storie sono quartieri, i personaggi sono strade. Il resto è tempo che passa, voglia di vagabondare e bisogno di guardare. Ci ho viaggiato per tre anni, in City. Il lettore, se vorrà, potrà rifare la mia strada. E' il bello, e il difficile, di tutti i libri: si può viaggiare nel viaggio di un altro?

Così, per la cronaca, vorrei dire che per la prima volta ho scritto un libro che, almeno in parte, è ambientato ai giorni nostri. Ci sono automobili, telefoni, pullman, c'è persino un televisore, e a un certo punto c'è un signore che vende una roulotte. Non ci sono computer, ma un giorno ci arriverò. Per intanto mi sono un po' riposato dallo sforzo disegnando un paio di quartieri, in City, che scivolano indietro nel tempo. In uno c'è una storia di boxe, ai tempi della radio. Nell'altro c'è un western. E' molto divertente e anche molto difficile. Passi tutto il tempo a chiederti come diavolo farai a scrivere la sparatoria finale.

Quanto ai personaggi - alle strade - c'è un po' di tutto. Ci sono uno che è un gigante, uno che è muto, un barbiere che il giovedì taglia i capelli gratis, un generale dell'esercito, molti professori, gente che gioca a pallone, un bambino nero che tira a canestro e ci becca sempre. Gente così.

C'è un ragazzino che si chiama Gould e una ragazza che si chiama Shatzy Shell (niente a che vedere con quello della benzina).
Mi mancheranno. "

Alessandro Baricco.

17 maggio 1999

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